Valle d’Itria

La Valle d'Itria in Puglia.La Valle d’Itria è un’area nel cuore della Puglia fra le province di Bari, Brindisi e Taranto conosciuta anche come Murgia dei Trulli, nella parte meridionale delle Murge e a nord dell’Alto Salento.

Si tratta di una terra ancora autentica, di antichissime tradizioni e con un forte legame con l’ambiente naturale, che si riflette nell’enogastronomia locale: distese di ulivi a perdita d’occhio, mandorli, vigneti e frutteti fra cui spuntano le tantissime masserie, molte delle quali ancora abitate e spesso riconvertite in attività e strutture legate al turismo.

E poi i trulli, quelle abitazioni così particolari e caratteristiche della Valle d’Itria, che localmente sono chiamati casedde: ce ne sono circa 15 mila disseminati fra le cittadine imbiancate a calce di questa zona, così colma di tesori di arte e di cultura.

Da cosa deriva il nome “Valle d’Itria” ? Probabilmente dalla cappella della Madonna dell’Odegitria che si trova nella Chiesa dei Cappuccini a Martina Franca, dove un’antica effige testimonia il culto di origine bizantina introdotto all’inizio del 1000 dai monaci basiliani. La valle si chiamava, infatti, “della Madonna dell’Odegitria”, ma con il tempo il toponimo è stato sintetizzato in Valle d’Itria e la Madonna che guida nel cammino si trova proprio ad un crocevia dove si avverte il passaggio della storia.

Cosa vedere in Valle d’Itria

Quando si arriva in questa zona della Puglia, ci si immerge a poco a poco in un paesaggio unico al mondo, quasi fiabesco, di borghi bianchi che spiccano fra i muretti a secco, il verde della campagna circostante ed il rosso della terra.

Mappa della Valle d'Itria in Puglia.La vera fortuna della Valle d’Itria sono i trulli, queste abitazioni così particolari con il tetto a cono ed i pinnacoli abbelliti da elementi simbolici, mistici e religiosi che raccontano la storia di chi vi abitava.

Come nacquero queste casedde costruite a secco? All’epoca, già dal XV secolo, per la creazione di nuovi insediamenti urbani era necessaria la regia approvazione ed il pagamento di tributi da parte del feudatario. Per evitare il pagamento di queste tasse, nel 1635 Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano conosciuto come Guercio di Puglia, impose ai contadini invitati a colonizzare il territorio circostante il feudo, di erigere solo costruzioni precarie che in caso di ispezione regia potessero essere facilmente smantellate, riducendosi ad un mucchio di pietre che impediva il riconoscimento di un insediamento urbano.

Oggi molti dei trulli sono stati convertiti alle esigenze del turismo, principalmente come strutture ricettive e alberghiere o di casa-vacanze, dove fare l’esperienza di un ambiente medievale nel comfort moderno. Lo stesso destino condividono molte delle masserie nella valle, fortificate e non, che finemente ristrutturate offono ai migliaia di viaggiatori che ogni anno visitano la Puglia, un luogo speciale dove soggiornare e prodotti enogastronomici di produzione propria.

Trulli ad Alberobello, in Puglia.La maggiore concentrazione di trulli si ha ad Alberobello, circa 1500, che per questo è riconosciuta come la capitale dei trulli e dal 1996 fa parte dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. La maggior parte delle case a cono che costituiscono una fitta distesa si trova nel Rione Monti, circa 1000, dove molti di questi sono negozi di souvenir e prodotti di artigianato locale per i tanti turisti che invadono ogni giorno le sue stradine.

Molto più tranquillo e meno turistico invece il Rione Aia Piccola, dove ancora abita parte della popolazione locale e l’atmosfera sembra quella dei secoli passati. Da non perdere il Trullo Siamese, appartenente a due fratelli innamorati della stessa donna che si promise ad uno e sposò l’altro, portando alla divisione della proprietà; la Chiesa di Sant’Antonio del 1926, costruita con la stessa tecnica e lo stile architettonico dei trulli; il Trullo Sovrano, unica struttura a due piani alta 14 metri; la Casa d’Amore, la prima realizzata nel 1797 con la fine del vassallaggio ai conti di Conversano, che dal 1930 è Monumento nazionale; l’ottocentesca Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano, che costituisce uno scorcio molto diverso dal resto della cittadina pugliese.

Locorotondo in Puglia, Valle d'Itria.A pochi chilometri si trova Locorotondo, su una collina a poco più di 400 metri sul livello del mare, una cittadina tra i Borghi più belli d’Italia dalla forma circolare e dal bianco abbagliante delle sue case.

Anche qui i dintorni delle campagne sono pieni di trulli, ma a Locorotondo le abitazioni tipiche sono le cummerse, con la caratteristica del tetto spiovente dalla forma aguzza. Passeggiando tra le incantevoli stradine del borgo ci si perde tra balconi fioriti, inserti barocchi sulla facciate imbiancate, tendine di merletto e familiari profumi della cucina tradizionale. Il belvedere sulla Valle d’Itria, via Nardelli, qui si chiama “lungomare” e si affaccia sul verde dei vigneti, sui muretti a secco, la macchia mediterranea e antiche masserie cosparse da migliaia di trulli nelle contrade.

Tra le strade del paese non mancano chiese e palazzi, ed oltre alla Chiesa Madre di San Giorgio Martire bisognerebbe visitare la Chiesa della Madonna della Greca, risalente al 1400 circa, e la Chiesa di San Nicola di Bari del 1582, entrambe precedentemente di rito greco-ortodosso. Sul posto, non dimenticate di gustare un sorso di vino bianco Locorotondo DOC della Cantina Sociale del Locorotondo.

Martina Franca in provincia di Taranto, valle d'itria della Puglia.A Martina Franca, a differenza degli altri borghi della Valle d’Itria, prevale il barocco e lo si nota tra i palazzi signorili e le chiese del centro. A partire dal Palazzo Ducale, costruito dal 1668 al 1780, con alcune sale completamente affrescate; la settecentesca Basilica di San Martino; la Chiesa del Carmine.

A Martina Franca ci sono 154 masserie di interesse storico-architettonico, circa 70 di queste hanno la chiesa. Avere una propria chiesa era un elemento che dava maggiore importanza al luogo, perchè significava essere più grandi e permetteva la partecipazione alle funzioni domenicali del contado vicino. Poco distante dall’abitato si trova il Bosco delle Pianelle, un’area protetta riserva naturale di 1200 ettari, 600 di proprietà privata e 600 pubblica. La sua caratteristica è che vi è possibile trovare anche infrastrutture tipiche che testimoniano la presenza storica dell’uomo in questo posto, così come anche gli antichi rifugi e nascondigli per briganti, che nel bosco trovano riparo dall’esercito.

Cisternino in Valle d'Itria, Puglia.Addentrandosi nella cittadina di Cisternino, anch’essa inserita tra i Borghi più belli d’Italia, si può scoprire un centro storico di una bellezza senza eguali, caratterizzato da viuzze, archi, corti e case imbiancate che formano una sorta di casbah mediterranea. L’antica cinta di mura che probabilmente fu costruita a partire dal XIII secolo può essere ancora individuata, seppure inglobata dalle costruzioni di Cisterino; così come le due torri cilindriche angioine, una annessa all’imponente Palazzo Amati, l’altra a fianco delle terrazze barocche di Palazzo Capece.

Uno dei simboli di Cistenino è sicuramente Piazza Vittorio Emanuele, conosciuta anche come Piazza dell’Orologio; da visitare anche la Chiesa Matrice dedicata al culto di San Nicola. Cisternino si distingue anche per la cucina tipica di qualità ed i prodotti tipici agrolimentari ed artigianali per i quali è Bandiera arancione del Touring. Altro importante riconoscimento è la Bandiera Verde per i comportamenti tesi a tutelare l’ambiente ed esaltare le produzioni legate al territorio ed alle sue tradizioni.

Festa patronale a Fasano, in Puglia.Attraverso le strade tra le distese di ulivi e le altre bellezze naturali pugliesi, si può arrivare a Fasano, dove il Torrione delle Fogge indica l’ingresso nel borgo antico della cittadina che in epoca medievale era difesa dalla cinta muraria con undici torri difensive. In un labirinto di vicoli, palazzi nobiliari e scalinate simile a quello del centro storico di tantissimi paesi della Puglia, si può vedere la Chiesa Matrice di Fasano dedicata a San Giovanni Battista, con una facciata tardo rinascimentale arricchita da un prezioso rosone pieno di decorazioni.

A poca distanza si trova Egnazia, uno dei centri più importanti sull’antica Via Traiana, progressivamente abbandonato e distrutto, di cui si possono ammirare i resti archeologici del V secolo a.C. con le necropoli messapiche. Attorno a Fasano e fin giù nel Salento ci sono oltre 2000 masserie, semplici o arricchite da torri e decorazioni, abbandonate o saggiamente ristrutturate per diventare il luogo ideale di soggiorno per i viaggiatori che vogliono scoprire l’animo agreste di una vacanza in Puglia, fra passeggiate a cavallo, la raccolta delle olive e di altri prodotti dell’orto con cui assaporare una cucina genuina.

Ostuni in Puglia, la città bianca.Più a sud un altro dei luoghi più famosi della Puglia, Ostuni “la Città Bianca”, a metà strada fra la Valle d’Itria e l’Alto Salento, su cui domina la Concattedrale del 1400 con il grande rosone a 24 raggi. La colonna in Piazza della Libertà è dedicata allo stesso santo patrono di Lecce, Sant’Oronzo, anche qui celebrato il 26 di agosto con la tradizionale Cavalcata di Sant’Oronzo, un corteo storico di cavalli e cavalieri in uniforme d’epoca.

Molto interessante appena fuori dalla città la chiesa rupestre di San Biagio, testimonianza bizantina che conserva affreschi del XI secolo. A qualche chilometro, lontana dal turismo di massa che invade tante località vicine, Carovigno ha un bel centro medievale ed un castello del XII secolo, trasformato poi nell’Ottocento in dimora nobiliare. La cittadina in provincia di Brindisi è nota per la ‘Nzegna, una tradizione secolare che risale al Mille ed è legata al Santuario della Madonna del Belvedere, chiesa che sorge su una cripta basiliana ed è meta di pellegrinaggio in coincidenza con la Pasqua greco-ortodossa.

Un’altra delle cittadine più antiche della regione è Ceglie Messapica, che fu un centro militare importantissimo per i messapi e noto come Kailia. Anche qui — l’ho già detto, è così quasi ovunque — non mancano le case bianche del centro storico, un castello del XIII secolo in seguito rimaneggiato e diverse chiese interessanti dei secoli passati.

Il mare della Valle d’Itria: la Riviera dei Trulli

Sono circa 40 km di costa dove non mancano le spiagge famose su questo tratto di litorale dell’Alto Salento conosciuto come “Riviera dei Trulli”, da Savelletri a Torre Guaceto, dove si alternano spiagge di dune e macchia mediterranea, baie sabbiose e scogliere.

Savelletri di Fasano in Puglia, sul mare.Costeggiando il parco archeologico di Egnazia si arriva a Savelletri, frazione marina di Fasano e borgo di pescatori conosciuto per i piccoli ristorantini dove mangiare i ricci appena pescati ed altre prelibatezze del mare freschissime. Dal porto di Torre Canne si può godere di una lunga spiaggia di sabbia e laghetti di acqua sorgiva che alimentano le terme locali, tra le più conosciute della regione.

Da Pilone, località dalla sabbia chiara iniziano i lidi dell’elegante Ostuni, come l’esclusivo villaggio internazionale Rosa Marina di Ostuni, con eleganti ville ed accessibile solo ai residenti. La spiaggia di Torre Pozzelle, a pochi chilometri da Ostuni ed accessibile invece a chiunque, è un bellissimo posto di mare con calette dall’acqua cristallina e rocce circondate dalla macchia di vegetazione selvatica.

Area marina protetta di Torre Guaceto (Brindisi).Monticelli e Villanova sono altre frazioni marine di Ostuni, località affacciate sul mare dove trovare acque incantevoli per gli appassionati delle attività marine, ma anche un piccolo porticciolo e locali per chi predilige i divertimenti notturni. Lungo tutta la costa si alternano tratti di sabbia pulita a insenature con calette e scogli, in un litorale frastagliato che arriva a Costa Merlata.

Anche il tratto di costa di Carovigno non manca di bellezza naturale, basta solo scegliere fra i posti più vivaci frequentati dai giovani e quelli più tranquilli dove le spiagge sono meno affollate. La Spiaggia dei Camerini a Torre Santa Sabina è una baia a forma di mezzaluna con il fondale basso e la sabbia bianca, con il mare color turchese che ricorda quello dei Caraibi.

Seguendo la costa si arriva fino a Torre Guaceto, una torre costiera aragonese che da il nome alla località su cui sorge ed alla Riserva naturale statale di Torre Guaceto, una zona umida di interesse internazionale e oasi WWF. Nelle insenature si alternano baie marine, stagni e boschi, in un fantastico territorio naturale della costa adriatica circondato da grandi uliveti. Il luogo è perfetto per fare escursioni a piedi o in bici, passeggiate a cavallo, immersioni o per godersi le spiagge in un’atmosfera di quiete assoluta, dove non possono accedere le auto.